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martedì 29 gennaio 2019

BOLOGNA HA TROVATO IL SUO PRESIDENTE!




FINALMENTEEE!!! Era dai tempi di Gazzoni che Bologna aspettava un Presidente dalle finanze solide ed allo stesso tempo dotato di quel giusto carisma agli occhi dei tifosi; una persona decisionista, che non fugge dalle responsabilità ma che anzi ne approfitta per metterci la faccia. Disgrazie sportive a parte, c'è da sottolineare che a distanza di tanti anni abbiamo di nuovo un Presidente con la "P" maiuscola, un patron di cui poter andare veramente fieri!! Ragazzi, ma diciamoci la verità: ha fatto più Joey Saputo in due giorni, che tutta la dirigenza in tre anni!!!
Di fronte alla Waterloo di domenica pomeriggio contro il Frosinone qualsiasi proprietario di Club sarebbe fuggito via in men che non si dica, magari ben nascosto e scortato dalle Forze dell'Ordine. Joey no, ha affrontato la tempesta a viso aperto, sfidando la rabbia e l'orgoglio ferito di un'intera tifoseria. Come ha ben scritto qualcun'altro prima del sottoscritto, un Presidente in mezzo ad una folla di tifosi arrabbiati dimostra se non altro di avere "le palle". O no..?? E' sceso in strada tra la gente, l'ha ascoltata, compresa, giustificata...E l'ha anche rassicurata, promettendo un intervento immediato per scongiurare l'irreparabile, quella Serie B che sarebbe una mazzata terribile per tutti, nessuno escluso. Qui si sogna l'Europa, altro che Carpi e Cittadella..!
Successivamente si è presentato davanti ai giornalisti, affermando senza giri di parole che la squadra "ha fatto pietà". Una conferma indiretta che il canadese ha capito perfettamente le ragioni di tanta e diffusa critica nei confronti dei suoi collaboratori. A giugno, a bocce ferme, se ne riparlerà e si opereranno quegli avvicendamenti che a stagione in corso, destabilizzerebbero in maniera inevitabile la gestione finanziaria del Club.  
Dulcis in fundo, ieri sera Saputo ha cenato con il suo nuovo allenatore Sinisa Mihajlovic: al quale ha chiesto la salvezza della squadra, l'unica cosa imprescindibile per poter programmare il futuro. Futuro in cui a detta di Joey non ci sarà più spazio per il rischio, per le sofferenze, per l'inganno. Solo cose gratificanti, please..!
Il Bologna che immagina Saputo dovrà fare pace con la sua storia e con i suoi tifosi, assurgere nuovamente ad una dimensione da centro classifica e provare a raggiungere ogni anno un piazzamento utile per le competizioni europee. Forte di un impegno economico costante del suo Chairman, di un indotto maggiore dal marketing e dagli abbonamenti, di una quota crescente dei diritti televisivi. E scusate se è poco, forte di una nuova Casa come il Dall'Ara 3.0, una bomboniera, un gioiellino dell'architettura moderna destinato a rappresentare il vanto, oltre che della tifoseria rossoblu, anche di una città intera!!
Oggi più che mai....FORZA BOLOGNA SEMPREEEE!!!!

Marco Di Simone




  

sabato 11 agosto 2018

BOLOGNA- PADOVA ...1 A 1 E PALLA AL CENTRO!


Bologna- Padova 1-1 e palla al centro...
Adesso mi spiego meglio eh?!?!?

Quella di domani sera sarà la terza volta che Bologna e Padova si scontreranno in una partita di Coppa Italia; in entrambe le precedenti occasioni si giocò al Dall'Ara ed in entrambe le occasioni la partita terminò per 2 a 1... la prima a favore dei veneti mentre la seconda a vantaggio dei rossoblu.

La prima sfida risale al 22 agosto 1993; per certi versi una partita storica, in quanto fu la prima uscita ufficiale del Bologna fc 1909, nato 2 mesi prima dalle ceneri del glorioso Bologna fc, portato miseramente al fallimento da...lasciamo perdere va'!!!
Dicevo, fu la prima volta del nuovo Bologna e di Giuseppe Gazzoni Frascara, in una stagione di "stallo" che fece da precursore alla "grande cavalcata" che riportò in pochi anni i rossoblu nel calcio che più gli competeva arrivando fino a sfiorare quella che sarebbe stata una meritatissima (e a mio avviso "vinta") finale di Coppa UEFA...
Tornando a quella sera ( c'ero anch'io in Andrea Costa!!!), ebbero la meglio i padovani che rimontarono nel secondo tempo, con Simonetta ed un' autorete del bolognese Casabianca, il vantaggio iniziale della squadra di Zaccheroni grazie al bomber Luca Cecconi.
Poco male, perché allora eravamo tutti consapevoli che essere li quella sera rappresentava già un grosso risultato!!!

La rivincita con i biancoscudati arrivò 18 anni dopo, il 21 agosto 2011, con una partita dall' andamento analogo alla precedente ma a parti invertite...
Allora infatti furono i rossoblu a rimontare (dopo uno dei pochissimi rigori falliti da capitan Di Vaio nella propria carriera) con Portanova e Della Rocca (al 94esimo) il gol al primo minuto su rigore di Italiano.
Era il Bologna di mister Bisoli, oltre a Pulzetti e Della Rocca, appunto,  che domani saranno nostri graditi avversari.
Un fatto curioso:
Dopo la vittoria sul Padova, il Bologna incontrò, sconfiggendolo per 4-2, il Crotone e negli ottavi andò a perdere 2-1 nei supplementari a casa della Juventus... Un percorso che, Livorno permettendo, potrebbe essere lo stesso anche per i ragazzi di Inzaghi!

Domani sera, quindi, dopo altri 7 anni, andrà in scena una sorta di" bella"...
1 a 1, palla al centro e che vinca...IL BOLOGNA!!!!!!!

Mirco Polischi

giovedì 17 maggio 2018

WE ARE ONE! NOI SIAMO UNO,E SI CHIAMA JOEY SAPUTO!

Lo dice anche lo slogan: We are one. Noi siamo uno, e uno si chiama Joey Saputo.

 Risultati immagini per joey saputo bologna

Cari Amici e Tifosi rossoblù,oggi voglio pubblicare questo bellissimo"ricordo"degli ultimi trent'anni della nostra"storia"rossoblù,a livello di Società e di dirigenze passate,del nostro club. "Cordate",coppie societarie,"scoppiate", che hanno fatto,del nostro amato club,il peggio che si potesse pensare o credere,a parte l'eccezzione Gazzoni,dove però alla fine fu pure Lui contestato(e chi vuole ricordare lo sa....).

Questo articolo di Emilio Marrese,fonte "Repubblica.it",fà ricordare a quelli di memoria corta,e che, in questo momento stanno criticando il nostro Presidente attuale,cosa abbiamo passato fino a pochi anni fà a livello di club e di immagine e pure di squadra!
Ecco l'articolo:

Il calcio è un sistema monocratico, se non dittatoriale. Le diarchie o ancor peggio le gestioni collettive in generale sono rarissime eccezioni. Specie qui, dove al comando non s’è mai visto nessun multiplo di uno. Le poltrone per due non esistono.
Tutti i tentativi di sperimentare, per necessità, formule diverse sono miseramente falliti: nel vero e proprio senso della parola, se andiamo indietro alla prima coppia scoppiata della storia rossoblù, quella tra Valerio Gruppioni e Piero Gnudi che, nel 1993, finì col crac finanziario in tribunale.


Gruppioni era nel Bologna sin da ragazzo, figlio di Gaetano dal quale aveva ereditato l’azienda Sira e la passione per il pallone. Vicepresidente virtuale all’ombra di Corioni negli anni ’80, Valerio, ragazzo benvoluto da tutti, tentò l’avventura appena trentatreenne alla guida del club insieme all’amico, ancora per poco, Piero Gnudi, solo omonimo dell’ex presidente dell’Enel ed ex ministro. G&G rilevarono il Bologna in B da Corioni e lo affidarono al Maifredi ancora sotto choc dopo il flop juventino investendo cifre faraoniche in astri calanti (sul campo, ma non nell’ingaggio) come Incocciati, Baroni o Gerolin in arrivo da Napoli e Roma. Così, con Sonetti in panchina, il Bologna si salvò a malapena dalla C, dove poi precipitò l’anno dopo continuando a costare come un club da Coppa Uefa. Emerse pian piano quel che era noto: dietro Gnudi c’era Pasquale Casillo, artefice del Foggia dei miracoli zemaniano, detentore di un quarto delle quote. Casillo commissariò la gestione, sempre più tragica, senza però risollevare le sorti del Bologna (l’anno di Bersellini, Cerantola e Fogli) e a quel punto Gruppioni si defilò in rotta con l’ex socio. Quando Casillo chiuse l’ombrello (e il borsello) abbandonando Gnudi al suo destino, non restò che portare i libri contabili ai giudici.

Risultati immagini per Guaraldi
E lì, nel ’93, arrivò Gazzoni con tutti i suoi soci. Un bel gruppo di imprenditori della Bologna bene (c’erano anche Pavignani, Bandiera, Martini, Goldoni e Rovati) che Comaschi, su queste colonne, definì “più uno skilift che una cordata”. Ma la cordata si spezzò al primo pendio, altra eclatante conferma alla regola enunciata in principio, perché il connubio tra Gazzoni e il socio più forte, la Coop Emilia Veneto presieduta da Piero Rossi, non funzionò. L’uomo delle cooperative in società era Ermete Fiaccadori, affiancato al ds Pecci: una cosa la videro giusta, Zaccheroni in panchina, ma i risultati non arrivarono e Zac fu cacciato. Il suggestivo esperimento consociativo che più emiliano non si poteva, finì molto presto e piuttosto male anche (o soprattutto) per ragioni politiche: Gazzoni infatti decise di candidarsi sindaco nel ’95 (quando, nella seconda stagione in C, con Oriali e Ulivieri la squadra tornava a volare) e le Coop lo accusarono di aver voluto usare il calcio alla Berlusconi (sceso in campo nel ’94). Gazzoni, deciso a far crollare «il mini Cremlino bolognese», replicò che semmai erano le Coop a essere entrate nel Bologna per controllare lui. Si arrivò addirittura al veto di ospitare il presidente del Bologna nelle trasmissioni di Rete7, al tempo ancora in mano alle Coop, perché non si facesse campagna elettorale attraverso i gol. Gazzoni, candidato liberale di destra (con la lista Nuova Bologna dai colori rossoblù…) ma profondamente antifascista, rifiutò l’alleanza con An e pagò piazzandosi solo terzo alle comunali. Le Coop, ormai da tempo emarginate nella gestione, vendettero quell’estate a Gazzoni l’ultimo 15% residuo della loro partecipazione azionaria



Quindici anni dopo altro salvataggio in comitiva, orchestrato da Consorte intorno alla figura di Massimo Zanetti per rilevare il Bologna dalle mani bucate di Porcedda, ed epilogo analogo. Stavolta alla colletta partecipano addirittura in una dozzina di soci, che Zanetti definirà sprezzante “gli amici del Bar Margherita” prima di passare alla storia, loro malgrado, come i “nanetti”. La compagine in questo caso respira per un mese appena e il signor Segafredo, offeso dall’opposizione interna, saluta. Guaraldi acquista sempre più potere e qualche mese dopo sale sul torpedone anche Maurizio Setti, imprenditore carpigiano (Manila Grace) col pallino del football. Ex centrocampista dilettante di calcio ne capisce più di tutti gli altri messi assieme, sostiene, ma la suddivisione di

 ruoli con Albano resiste, al solito, come il famoso gatto in autostrada. Setti, vice-presidente col suo 11%, accusa il presidente di non rispettare gli steccati (Albano prende Acquafresca e Diamanti di sua iniziativa, per esempio) finché non si stufa e nel 2012 va a fare a Verona, molto bene e da unico proprietario, quel che voleva fare qui. Ballò anche un Rolex per scommessa (sui punti che avrebbe fatto Pioli) che Albano, almeno quello, alla fine pagò. 

Quindi:    We were one,noi siamo uno,e si chiama Joey Saputo!

                                                                          Vincenzo coppola

venerdì 10 marzo 2017

TANTI AUGURI MICHELE!


Scelto da Ulivieri ed Oriali dopo un' amichevole del Bologna contro l' Equipe Romagna, formazione che raccoglieva i giocatori disoccupati in cerca di una squadra, Michele Paramatti, terzino ambidestro con il vizietto del gol, è diventato un simbolo di quel Bologna di Gazzoni che divertiva e si toglieva spesso soddisfazioni tra sgambetti illustri- Milan, Inter, Roma, Juventus, Fiorentina, tra le altre ne sanno qualcosa- e campionati - C1, serie B, coppa intertoto e semifinale UEFA- ; inoltre nella parentesi juventina, si è pure tolto la soddisfazione di vincere lo scudetto!!!( indimenticabili le lacrime durante la conferenza stampa di saluto alla città di Bologna!).

Autentica bandiera rossoblu, 165 presenze e 15 gol con la maglia del Bologna ...
Tanti auguri a Michele Paramatti per i suoi 49 anni!!!

MircoPolischi 

lunedì 13 febbraio 2017

BOLOGNA:SETTIMANA DA DIMENTICARE O DA RICORDARE?

Questa sera,cari amici e Tifosi rossoblù,vorrei dire,fare,una mia analisi sull'ultima settimana del Bologna fc,della nostra squadra,dei nostri colori.....
Dimenticare, o.....Ricordare???
Voglio cominciare così: Il nostro Bologna,nell'ultima settimana,parlando di numeri e cifre sul campo,ha perso tre partite su tre,incassando la bellezza di 11 gol,facendo la miseria di solo due gol in "attivo".
Bologna-Napoli   1-7
Bologna-Milan ( recupero)  0-1
Sampdoria-Bologna 3-1...............



La realtà dei fatti è che questi sono numeri da retrocessione senza appello,una squadra debole in tutti i reparti,una difesa di burro,un centrocampo di bassa categoria e....un attacco che non c'è!
Se prima di questa settimana,tutto sommato avevamo una difesa e un centrocampo che"reggeva",ora sembriamo"una nave che sta colando a picco"!!!
Cosa sta succedendo?....Ma cosa sta succedendo?....D'accordo che oramai il nostro campionato sembra(?) finito,concluso con larghissimo anticipo l'obiettivo salvezza,grazie sopratutto alle ultime tre che.......continuano inesorabilmente a perdere ma,anzichè "vedere"una squadra tranquilla che gioca per divertirsi e per divertire,assistiamo tutti quanti noi Tifosi a "figure" veramente imbarazzanti,se non vergognose!....Le due partite casalinghe ne portano la prova!
Siamo in "balia"di arbitri senza rispetto verso la nostra squadra e città?...SI'!!!...Siamo il primo loro bersaglio,sono in evidente malafede nei nostri confronti,continuando a"bastonarci"con decisioni arbitrali a dir poco da"inchiesta",con calci di rigore inventati,anche con cartellini rossi rivolti verso i nostri giocatori con una facilità allarmante,e quindi?.....Quindi,sicuramente"qualcosa"di sbagliato,o qualcosa che non và c'è,all'interno della squadra,del gruppo,ma giocare a calcio in queste incredibili situazioni volute dall'alto,diventa veramente difficile,per tutti!!!...Allenatore,dirigenza,gli stessi ragazzi che ogni partita"subiscono"a livello mentale queste ingiustizie,e diventa difficile anche per noi Tifosi, non difficile nel sostenere i nostri ragazzi e stargli vicino,diventa difficile stare in silenzio contro i signori in"giacchetta"che scendono in campo,con ordini ben precisi per....decidere le partite,sopratutto le nostre!

L'immagine può contenere: 1 persona, primo piano

Per dimenticare,serve a questo punto una reazione dei ragazzi,del Mister,serve "pensare"che quando si entra in campo,l'avversario numero uno è il signore in giacchetta nera, e che con gli altri 11 avversari in campo,bisogna giocarsela.Oramai penso abbiano capito tutti,da Noi Tifosi,alla Dirigenza che in campo gli avversari sono 12,e allora la reazione che mi aspetto dai nostri ragazzi che vanno in campo e anche quelli che partono dalla panchina,deve essere quella di non mollare come hanno fatto a Genova,deve essere quella di tirare fuori il carattere, quello più forte!!......Solo così si può contrastare questa inspiegabile ingiustizia nei nostri confronti.
Questo campionato del nostro Bologna,secondo me,trova analogia con il campionato della retrocessione di Carletto Mazzone,con una unica differenza,che in serie A ci restiamo,e mi vengono in mente le parole dell'allora nostro Presidente Giuseppe Gazzoni:"Il mio Bologna,le partite le giocava sul campo,non sul tavolo di una scrivania".......Già................Ricordate vero?.............
                                                 Dimenticare o Ricordare?..............

Domenica al Dall'Ara vorrei lo stadio tutto rossoblù,e vorrei vedere tutti quanti Noi Tifosi sostenere Tutti,Mister Donadoni i nostri ragazzi....TUTTI!!!

L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto

                                                                             Vincenzo Coppola

giovedì 29 dicembre 2016

29-12-2003: BAGGIO DICE BASTA...




Buongiorno a tutti i tifosi rossoblu; il 29 dicembre 2003 il miglior giocatore che io abbia mai visto giocare dal vivo nel Bologna, annuncia il proprio ritiro dal calcio giocato, addio che diventa ufficiale al termine della stagione 2003-2004... il Divin Codino Roberto Baggio - 30 presenze e 22 goal in rossoblu nel 1997-98- appende le scarpe al chiodo al minuto 84  della partita Milan- Brescia 4-2 del 16 maggio 2004, dopo 205 goal e dopo aver portato il Brescia di Mazzone al record della quarta salvezza consecutiva.
Ricordo ancora quando un mio amico mi chiamò dicendomi che Gazzoni aveva preso Baggio, ed io istintivamente gli risposi: " si, dai, non prendermi per il....!"
Fu l' unico che riuscì a dividere la tifoseria rossoblu e a metterla contro a Renzo Ulivieri dopo quella famosa esclusione di Roberto con tanto di abbandono del ritiro prima di Bologna-Juventus...
Io mi schierai dalla parte di Baggio in quella che secondo me fu l' unica pecca della sua avventura bolognese del grandissimo Renzo!!!
Sono passati ormai più di 12 anni dall' addio al calcio di Baggio e stiamo ancora aspettando un suo degno erede...

Mirco Polischi


sabato 3 dicembre 2016

C'ERA UNA VOLTA...di Mirco Polischi

Buon sabato a tutti i tifosi rossoblu; in questo insolito week-end di serie A senza il Bologna, per il quale dobbiamo aspettare fino a lunedì sera, andiamo a cercare un pò di rossoblu facendo un tuffo nel passato, andando a ricordare quei giocatori che hanno vestito la gloriosa maglia del Bologna.
Questa sera ci " ricordiamo " di....


Andrea Tarozzi, nato a Sasso Marconi il 17 ottobre 1973 è stato un prodotto del vivaio rossoblu; ha esordito in prima squadra nella disgraziata stagione 1992-1993, quella, per intenderci, della retrocessione in serie C1 e del successivo fallimento societario. 
Avrà comunque tutto il tempo per rifarsi, infatti il " Tarozzino", dopo un primo anno di assestamento del nuovo Bologna di Gazzoni, Ulivieri ed Oriali, diventa il terzino destro di quella squadra che prima domina il campionato di serie C chiudendo in prima posizione con 22 punti di vantaggio sulla seconda, per la cronaca la Pistoiese, e nei due anni successivi conquista la serie A da neopromossa ed esordisce quindi nell' olimpo del calcio chiudendo la stagione 1996-1997 con un fantastico settimo posto finale!
Al termine di quella stagione Andrea Tarozzi viene ceduto alla Fiorentina per la cifra di 6,2 miliardi di lire più il cartellino di Daniele Carnasciali.
In totale Tarozzi ha vestito la maglia del Bologna per 119 volte...

Ma com'è e cosa fa oggi il Tarozzino?
Eccolo qui in una foto di domenica scorsa insieme a kennet, Paramatti, De Marchi e Morello in occasione del ritorno a Bologna di Kennet Andersson...


Finisce la carriera da calciatore nel Sassuolo nel 2008, squadra della quale diventa prima  dirigente, poi vice allenatore di Fulvio Pea, che segue anche nelle avventure a Padova -in due occasioni - e Juve Stabia.
Nel 2015 diventa il secondo di Roberto D'Aversa nella Virtus Lanciano e da ieri D'Aversa e Tarozzi sono stati chiamati a risollevare le sorti del Parma Calcio 1913.

Mirco Polischi


venerdì 25 novembre 2016

IL "VICKINGO" ANDERSSON A CASTELDEBOLE 16 ANNI DOPO







Come preannunciato nei giorni scorsi, è sbarcato oggi a Bologna l'ex centravanti svedese Kennet Andersson, il quale è tornato a varcare i cancelli di Casteldebole a distanza di ben 16 anni. Cari amici del BFC, come sono lontani i tempi di Baggio e del Cavalier Gazzoni, vero..??? In compagnia dei dirigenti dell'Alvsborg, società di calcio femminile allenata appunto dallo svedese, l'ex goleador rossoblu ha visitato le rinnovate strutture sportive di Casteldebole ed ha assistito all'allenamento delle squadre giovanili. Il Vikingo, 141 presenze e 38 gol in rossoblu per lui dal 1996 al 2000, resterà a Bologna fino a domenica e nel prepartita con l'Atalanta scenderà in campo per salutare i suoi vecchi tifosi. Intanto, in vista della preparazione del match di domenica, questa mattina la squadra ha svolto una seduta di allenamento con esercitazioni tecnico-tattiche conclusasi poi con una partitella a campo ridotto. Si è rivisto in gruppo Umar Sadiq, mentre Di Francesco si è allenato ancora a parte, Filip Helander si è sottoposto a terapie e Simone Verdi ha continuato nel suo programma specifico di riabilitazione presso l'Isokinetic .


Marco Di Simone





mercoledì 5 ottobre 2016

C'ERA UNA VOLTA...di Mirco Polischi


Amici rossoblu, sono stati giorni di polemiche in casa Bologna per la discussa partita persa contro il Genoa, ed allora cerchiamo di non pensarci e tuffiamoci per un attimo nel passato andando a ricordare i nostri beniamini che furono...
In questo appuntamento con " c'era una volta" andiamo a parlare di....



Dario Morello, nato a Lecce l' 11 gennaio 1968, fu protagonista nell' Inter di Trapattoni della stagione 1988-1989, quella, per intenderci, che con i vari Zenga, Brehme, Matthaus, Ferri,Bergomi...frantumo' ogni record della serie A.
Seconda punta dai piedi buoni, arrivò a Bologna dalla Reggiana e rimase per 2 stagioni, quelle importantissime della rinascita dei rossoblu dopo il fallimento del 1993.
Era il Bologna di Gazzoni, Oriali ed Ulivieri, che dal 1994 al 1996 vinse,  anzi stravinse il campionato di serie C1, e l' anno dopo quello di serie B, riportando la società in " paradiso"...
Morello fu protagonista di quella doppia cavalcata, collezionando 65 presenze e 12 gol.
Memorabile fu anche il cammino del Bologna nella coppa Italia 1995-1996, quando, da matricola di serie B arrivò fino alla semifinale eliminando nell' ordine:
Verona (2-0),Roma (1-0), Reggiana (3-0), Milan( doppio 1-1 con gran gol di Morello al Dall'Ara e 7- 6 dopo i rigori sotto la neve), prima di arrendersi in semifinale all' Atalanta. 

Ma com'è e cosa fa oggi "Morellik" ( questo era il soprannome datogli dalla curva Andrea Costa)?
Eccolo:



Ritiratosi dal calcio giocato nel 2005, ha preso il patentino di allenatore ma attualmente passa il tempo facendo....il tifoso dell'Inter!

Mirco Polischi 

mercoledì 28 settembre 2016

C'ERA UNA VOLTA....di Mirco Polischi


Cari amici rossoblu bentrovati al nuovo appuntamento con la rubrica " C'era una volta", che ci porta a ricordare coloro che hanno vestito in passato la gloriosa maglia del Bologna ed a farli conoscere a chi, per un motivo od un altro, allora non faceva parte della"nostra famiglia"...
Vi ricordate di questo signore?


AMEDEO MANGONE, nato a Milano il 12 luglio 1968, giocò  nel Bologna per tre stagioni, dal 1996 al 1999, collezionando in rossoblu 80 presenze in serie A.
Arrivato un po' in sordina dall' appena retrocesso Bari in uno scambio che porto' Davide Olivares in Puglia, si rivelò da subito un difensore centrale affidabile e bravo nel gioco aereo, diventando un punto fermo della difesa di Renzo Ulivieri prima e di Carletto Mazzone poi, tanto che l' allora presidente Giuseppe Gazzoni Frascara gli diede il soprannome di "Thuram bianco"...
Fu inoltre uno dei protagonisti della cavalcata europea del 1999 che portò il Bologna ad un passo dalla finale UEFA, conclusa con la famosa rissa con i giocatori dell' Olympique Marsiglia, che costò a Mangone 5 turni di squalifica.
L' anno successivo, insieme ad Antonioli, si trasferì a Roma sponda giallorossa, dove andò a vincere lo scudetto.

Ma com' è oggi e cosa fa il nostro " Thuram bianco?
Eccolo...

Nel 2005 ha appeso le scarpe al chiodo e dal 2007 ha intrapreso la carriera di allenatore con Pavia, Reggiana ed Albinoleffe.
Dal 2015 è diventato il tecnico della squadra di quarta serie brasiliana del Gama.

Mirco Polischi