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venerdì 8 settembre 2017

ERA IL NOVEMBRE 1997: BOLOGNA-NAPOLI 5-1!!!

......Eeeeee, il c'era una volta......

Altri tempi e calcio che cambia.Vent'anni fà,era il 1997 mese di novembre,si giocava la partita Bologna-Napoli,una sfida,quella di allora,tra due nobili decadute,tutte e due le squadre "galleggiavano"nei bassifondi della classifica.Quattirdicesimo il Napoli di...Carletto Mazzone,sedicesimo il Bologna di"Renzaccio"Ulivieri,dunque era già considerata una sfida salvezza,e questa sfida la "decise"Roberto Baggio.

Risultati immagini per baggio bologna-napoliRisultati immagini per baggio bologna-napoli

Quella domenica,i partenopei si presentarono al Dall'Ara con un Giuseppe Giannini in più,voluto fortissimamente da Mazzone a Napoli,mentre Ulivieri cercava ancora di trovare un affiatamento in attacco tra Baggio e Andersson.

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Nel primo tempo,passarono in vantaggio gli azzurri con un gol di Goretti,che diventerà rossoblù,e il primo tempo si chiuse con la"condanna"del Bologna.Ma nella ripresa,ecco finalmente scatenarsi la coppia di attacco che in molte squadre sognavano e,permettetemi da tifoso,sogno anche tutt'ora,Andersson-Baggio.

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Lo svedese andò in gol due volte,e il "Pallone d'Oro",il nostro "Divin Codino"ci deliziò di una tripletta,illumunando la platea con un grandissimo gol di esterno destro.
La partita finì dunque 5 a 1,E da lì il Bologna iniziò una "cavalcata"che porteranno i rossoblù all'ottavo posto in classifica,giungendo così in Intertoto,mentre il Napoli andò desolatamente in serie B,arrivando ultimo in classifica con soli 14 punti!.......

Domenica 10 settembre 2017 invece,gli azzurri guidati da Sarri arriveranno al Dall'Ara da capolista,da squadra forte e dal gioco spettacolare,mentre i nostri...andranno alla ricerca di un "miracolo"sportivo molto molto improbabile.
Già cari Amici e Tifosi rossoblù,altri tempi e altro calcio,dove anche noi avevamo il piacere di avere campioni come Roberto Baggio.....ma ho fiducia che tra qualche anno,al Dall'Ara torneranno grandi giocatori a calcare il nostro storico campo e che ci facciano "sognare"come lo fecero Baggio-Andersson-Kolyvanov e tutti gli altri di allora.

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                                                                                   Vincenzo Coppola

venerdì 10 marzo 2017

GUIDOLIN: A BOLOGNA CI SONO I PRESUPPOSTI PER FARE BENE


Buonasera e buon week end amici rossoblu; preferisco non commentare la "bravata "dei nostri cinni, in quanto "loro hanno fatto la bischerata- come direbbe Renzaccio Ulivieri- e sta a loro farsi perdonare con i fatti", inoltre sono certo che la società prenderà i giusti provvedimenti a riguardo!
Voglio invece riportarvi una bella intervista rilasciata a "Il Resto del Carlino" da Francesco Guidolin, allenatore di uno dei migliori Bologna della storia recente, capace di sfiorare una incredibile qualificazione ai preliminari di Champions, fallita solo all' ultima giornata ad opera del Brescia di altri due "grandi" ex quali Roberto Baggio e Carletto Mazzone!
Guidolin, dopo aver ringraziato per la stima e l' apprezzamento ricevuti ogni qualvolta tornasse al Dall' Ara da parte della" straordinaria Bologna"nonostante quel famoso e brutto episodio in quel famigerato Bologna-Juventus, si è soffermato sulla situazione che sta vivendo la squadra, trovando il colpevole nella "sindrome da appagamento" dovuta alla mancanza di obiettivi che coinvolge tutte quelle squadre che ruotano intorno ai 30 punti, situazione che inevitabilmente coinvolge anche i tifosi...
Ma lui, che nei tanti anni passati ad Udine di giovani ne ha cresciuti parecchi- da Sanchez ad Asamoah ed Armeno tanto per citarne alcuni- ha un consiglio da dare alla piazza:
"Se fossi in rossoblu, vivrei il momento con grande serenità; la società è solida, l' allenatore è valido e la salvezza è garantita, tre condizioni ideali per iniziare già da ora a programmare la prossima stagione puntando sui giovani...so cosa vuol dire lavorare con loro e se si ha la pazienza di aspettarli dando loro il tempo di crescere, quelli bravi alla fine emergono!
Udine ha sfornato negli anni tanti ottimi giocatori, ma ottimi lo sono diventati col tempo...."

Mirco Polischi 

giovedì 29 dicembre 2016

29-12-2003: BAGGIO DICE BASTA...




Buongiorno a tutti i tifosi rossoblu; il 29 dicembre 2003 il miglior giocatore che io abbia mai visto giocare dal vivo nel Bologna, annuncia il proprio ritiro dal calcio giocato, addio che diventa ufficiale al termine della stagione 2003-2004... il Divin Codino Roberto Baggio - 30 presenze e 22 goal in rossoblu nel 1997-98- appende le scarpe al chiodo al minuto 84  della partita Milan- Brescia 4-2 del 16 maggio 2004, dopo 205 goal e dopo aver portato il Brescia di Mazzone al record della quarta salvezza consecutiva.
Ricordo ancora quando un mio amico mi chiamò dicendomi che Gazzoni aveva preso Baggio, ed io istintivamente gli risposi: " si, dai, non prendermi per il....!"
Fu l' unico che riuscì a dividere la tifoseria rossoblu e a metterla contro a Renzo Ulivieri dopo quella famosa esclusione di Roberto con tanto di abbandono del ritiro prima di Bologna-Juventus...
Io mi schierai dalla parte di Baggio in quella che secondo me fu l' unica pecca della sua avventura bolognese del grandissimo Renzo!!!
Sono passati ormai più di 12 anni dall' addio al calcio di Baggio e stiamo ancora aspettando un suo degno erede...

Mirco Polischi


sabato 17 dicembre 2016

"I Più Forti di Sempre", rassegna dei più forti calciatori d'ogni tempo: le seconde punte


LE SECONDE PUNTE


8° Zoltán Czibor
(Kaposvár, 23 agosto 1929 – Győr, 1º settembre 1997)

Mitica ala sinistra della mitica Ungheria degli anni 50; genio e sregolatezza come molti altri “artisti” del pallone, nonostante prestazioni sportive sempre a livello sovrumano,viveva una vita bohemienne,tra alcool,sigarette e molte donne e lo pongo all’ottavo posto delle seconde punte di tutti i tempi.
In patria giocò col Ferencvaros e suo malgrado, con la squadra dell’esercito, la Honved, i cui fasti lo fecero conoscere anche oltre cortina.
Nel 1954,perse una incredibile finale contro la Germania Ovest ai mondiali svizzeri,dopo averla battuta nel girone eliminatorio, per 8-3!!
Uno col suo carattere, al pari dell’altro “mostro” di quella squadra eccezionale, il mezzo sinistro Sandor Kocsis, non poteva certo amare il clima che si respirava nell’ Ungheria, oppressa dalla dominazione sovietica e, approfittando di una tournèe, decise di restare in occidente proprio all’inizio della repressione del patto di Varsavia nei confronti dei timidi tentativi di democratizzazione dello stato Ungherese nel 1956; fu ingaggiato dalla Roma che però non poté schierarlo poiché squalificato dalla FIFA proprio in ragione della sua fuga. Gli andò meglio una volta trasferitosi in Spagna, ove deliziò i tifosi del Barcellona prima e dell’Espanyol poi, con le manifestazioni della sua classe immensa.
Terminò la sua carriera tra il Basilea e l’Austria Vienna.
Non vinse tanto quanto avrebbe meritato; qualche campionato tra l’Ungheria e la Spagna e una coppa Uefa (coppa delle Fiere, allora) nel 1960.
Tornò in patria solo dopo la caduta del regime comunista e diventò presidente del club dove aveva tirato i primi calci al pallone, l’Fc Komarom:
Morì nel 1997 a causa di un cancro alla prostata.






https://www.youtube.com/watch?v=x70hrewlhO8





7° Luigi Riva, detto Gigi

(Leggiuno (VA), 7 novembre 1944)

Rombo di tuono, il più forte attaccante italiano di tutti i tempi, considerando anche il fatto che non era un centravanti vero e proprio partendo dall’ala sinistra.
Ebbe due incidenti di gioco gravissimi, che ne limitarono di molto le potenzialità.
Oltre a quella lillà del Legnano, vestì solo la maglia rosso-blù (in verità il più delle volte bianca, in quel periodo) del Cagliari che trascinò alla conquista dell’unico scudetto nel 1969.
Non volle mai lasciare la Sardegna, anche quando la corte della Juventus si fece più serrata.
Con la maglia azzurra vinse un campionato europeo nel 1968, e perse la finale con il Brasile, dopo la mitica Italia-Germania 4-3,ai mondiali messicani del 70.
Oggi a 72 anni si può considerare in pensione, dopo anni di collaborazione con lo staff della Nazionale.
Nel Cagliari ha segnato 207 goal in 374 presenze tutte in serie A, se si eccettua il primo anno in B dove segnò otto goal.
In Nazionale mise a segno 35 goal (ancora leader indiscusso della classifica “all time”) in 42 presenze.







https://www.youtube.com/watch?v=serhkTENZKQ





6° Valentino Mazzola

(Cassano d'Adda, 26 gennaio 1919 – Superga, 4 maggio 1949
)

Valentino Mazzola, Riva e Czibor li avrei messi tutti al sesto posto pari merito ,tuttavia ho preferito considerare 6° da solo Mazzola, in virtù dei fasti del grande Torino in cui militava; la squadra più forte del suo tempo, notoriamente perita nella sciagura aerea di Superga..
Mazzola era il giocatore più talentuoso in un novero di campioni. Un’ala del calibro di Menti, due punte classiche come Ossola e Gabetto e due formidabili centrocampisti (l’anima di questa grande squadra) come Loik e Grezar, gli permettevano di muoversi liberamente sulla tre quarti, scegliendo di volta in volta se fare il regista o il centravanti o (ruolo a lui più congeniale) la seconda punta.
Nasce calcisticamente, dopo la consueta gavetta nelle squadre minori e un’infanzia economicamente molto disagiata , nel Venezia e se non ci fosse stata di mezzo la guerra, si sarebbe di certo aggiudicato più allori di quanto riuscì a fare., il Torino del presidente Ferruccio Novo, lo prelevò, unitamente a Loik, pagandolo a peso d’oro; ma fu un investimento proficuo.
Col Torino, Mazzola vinse 5 campionati e una coppa Italia (una l’aveva vinta col Venezia) e per molti anni il grande Torino risultò praticamente imbattibile
In un’epoca di grandi calciatori ma di atleti medi, Mazzola seppe coniugare una tecnica immensa ad una fisicità prorompente e ad un fiuto per il goal da centravanti puro., inoltre, fu il primo calciatore a battere i pugni sul tavolo della società, pretendendo di essere retribuito per il suo valore. Secondo alcuni aveva un brutto carattere solitario e rancoroso con un’attenzione maniacale al denaro con molta ritrosia nello spendere.
Ma ciò non inficia la sua grandezza come calciatore.
Non ebbe la possibilità di sapere che i suoi due figli Ferruccio e soprattutto Sandro, avrebbero avuto un futuro nel calcio, il secondo nella grande Inter di Herrera che, sebbene grande, non riuscì mai ad offuscare la stella del Grande Torino.





https://www.youtube.com/watch?v=ytu2DB1dI_A







5° Raúl González Blanco, noto semplicemente come Raúl

Madrid, 27 giugno 1977

Quinta posizione per Raul; considerarlo una seconda punta potrebbe risultare improprio, ma è in questo ruolo che ha reso maggiormente, nella squadra più importante della sua vita calcistica ovvero il Real Madrid.
Nasce a Madrid da famiglia proletaria; tira i primi calci in una squadretta di quartiere prima di essere notato dagli osservatori dell’Atletico che lo tesserano subitaneamente.
Fisico armonico, velocità estrema ed il dono di trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto, hanno contribuito a creare il suo mito sin dalle prime uscite con le formazioni minori dei Blancos che successivamente lo strapparono ai cugini a suon di pesetas.
Nel 1994 prime comparse in formazione A e primi goal; nei sedici anni di Real ne segnerà ben 228 che diventano 323 se includiamo tutti i tornei oltre la Liga.
Con il Real vince 6 campionati, 3 Champions, 2 coppe intercontinentali e 1 Supercoppa.
Terminata l’esperienza con i madridisti, si trasferisce per due stagioni in Germania nello Shalke 04 dove trova il modo di mettere a segno 28 goal e di vincere una coppa di Germania.
Breve ed evitabile trasferta pecuniaria in Arabia Saudita e
nel Novembre 2015, trentottenne, ha lasciato l’ attività, giocando e vincendo prima il titolo Nasl con i New York Cosmos dove, a carriera terminata, gli era stato promesso un ruolo tecnico, non ancora concretizzato.





https://www.youtube.com/watch?v=ycETY-WflIk








4° Alfredo Stefano Di Stefano Laulhé

Buenos Aires ( Argentina), 4 luglio 1926 – Madrid (Spagna), 7 luglio 2014


Argentino di nascita ma spagnolo d’adozione, il padre era di origini italiane (di Capri, per l’esattezza).
Prima di giungere in Spagna, nel Real di Gento,Kopa e Puskas, si prese lo sfizio di vincere svariati campionati in Sudamerica (2 in Argentina e 3 in Colombia). La consacrazione internazionale, tuttavia, venne a Madrid dove conquistò, col Real delle meraviglie, 8 scudetti, 1 coppa di Spagna, 5 coppe dei campioni di fila e una coppa intercontinentale, mettendo a segno 307 goal.
Di Stefano non era una punta classica, amava correre (e molto velocemente, da cui lo pseudonimo Saeta Rubia) sulla fascia e convergere improvvisamente al centro dove esplodeva i suoi tiri micidiali verso la porta avversaria.
Fu supportato da un fisico eccezionale che gli permise di restare competitivo fino ad età avanzata; si ritirò infatti a quarant’anni età, per un attaccante e dei suoi tempi, molto ragguardevole.
Giocò con tre nazionali (Argentina, Colombia e Spagna) e una volta appese le scarpe al chiodo ebbe anche una buona carriera da tecnico nel Real e soprattutto nel Valencia che portò alla conquista di un campionato e di una coppa delle coppe.
Restò vicino al Real anche dopo il suo ritiro definitivo, fino alla morte avvenuta alle soglie dei 90 anni la scorsa estate.
Di Stefano è senz’altro uno dei grandi del calcio di tutti i tempi, al quarto posto nella mia personale classifica delle migliori seconde punte.









https://www.youtube.com/watch?v=8kZk2ARj7I8




3° Roberto Baggio

Caldogno (VI), 18 Febbraio 1967

Per qualcun il Divin Codino (lui odiava questo soprannome),Agnelli lo chiamava Raffaello (anche questo non amato ma tollerato),chi lo ha amato lo chiamava semplicemente Roby o Roberto Baggio, il più grande talento che il calcio italiano abbia mai espresso. Il fiuto del goal di Riva, la tecnica di Rivera, la visione di gioco di Antognoni, virtù comprese in un unico giocatore.
Nel calcio non ha avuto molti amici, sicuramente non gli allenatori che si sentivano oscurati dal suo talento e, anche tra i colleghi, non molti riuscirono ad apprezzare il suo carattere introverso e taciturno, poco avvezzo ai riflettori; ciò nonostante, in tutti gli amanti del calcio è vivido il ricordo delle sue giocate e dei suoi goal( ben 205 in serie A).
In carriera non ha vinto quanto avrebbe dovuto: 2 scudetti (uno col Milan e uno con la Juventus),1 coppa Italia e 1 coppa Uefa(sempre coi bianconeri),pallone d’oro e miglior giocatore del mondo fifa, premi ricevuti entrambi nel 1993.
Uno struggente ricordo del Baggio calciatore è lui in lacrime dopo aver buttato fuori il rigore della finale mondiale del 94 contro un Brasile scadente arrivato immeritatamente in finale.
Oggi Baggio si divide tra la sua grande azienda agricola in Argentina e il suo centro di preghiera buddista di Corsico.
Nel calcio ha avuto qualche incarico in federazione teso alla valorizzazione di giovani calciatori ma il carattere di Baggio mal si è coniugato, come prevedibile, con le ipocrisie del palazzo e le dimissioni non hanno tardato a venire.
Guardando i filmati dei suoi goal fanno tenerezza le sue gambette esili da ragazzino in rapporto ai prosciutti del giocatore medio e ciò fa meditare sui tanti infortuni che ne hanno limitato la carriera ed i risultati; senza di essi si troverebbe ben più in alto del terzo posto assoluto tra le più grandi seconde punte di tutti i tempi.







https://www.youtube.com/watch?v=RPFhR7iptkg






2°  Lionel Andrés Messi Cuccittini, detto Leo
Rosario, (Argentina) 24 giugno 1987

Vado un po’ in controtendenza, il mondo acclama Messi come il più grande calciatore della storia e io lo metto solo al 2° posto tra le seconde punte di sempre.
Non sono impazzito e non mi sogno neanche di dire che Messi non sia un marziano del calcio.
La mia considerazione è che ancora non sia riuscito ad esprimere tutto il suo potenziale e che il tempo, certamente, contribuirà a fargli scalare questa e la classifica assoluta.
Per il momento è doveroso osservare che agli appuntamenti importanti è sempre mancato o ha deluso parzialmente le aspettative.
All’ultimo mondiale fu eccezionale con l’Iran ma non toccò quasi palla con Olanda e Germania; anche nella finale di Champions con la Juventus il suo apporto è risultato assai modesto.
Il 2° posto, in definitiva, anche in considerazione di chi occupa il primo, è un trampolino di lancio per i successi futuri anche perché i suoi soli 29 anni li fanno presupporre.
Di umilissima famiglia di lontane origini marchigiane, viene alla luce a Rosario e la sua carriera sarebbe potuta anche naufragare sul nascere causa di problemi fisici (non cresceva).; ma i tecnici del Newell’s Old Boys prima e del Barcellona poi, percependo l’unicità di questo atleta, fecero del tutto per risolvere questa situazione con gli esiti che tutti conosciamo.
per descriverlo basta citare i dati più significativi del suo palmares:
8 campionati spagnoli col Barcellona
5 volte capocannoniere di Champions
5 volte pallone d’oro
1 best player fifa
3 scarpe d’oro
2 coppe del mondo per club
4 champions league
2 supercoppe
1 oro olimpico
1 mondiale under 20
Tra 7/8 anni, quando appenderà gli scarpini al fatidico chiodo, la sua posizione in classifica forse sarà più elevata.




https://www.youtube.com/watch?v=g2pywWb6RP8








1°  Hendrik Johannes Cruijff, detto Johan;

Amsterdam (Olanda), 25 Aprile 1947   Barcellona (Spagna), 24 Marzo 2016

Il numero uno delle seconde punte e uno dei più grandi calciatori di sempre per me è Johan Cruijff.
Il Profeta del goal come fu ribattezzato è stato un talento assoluto;  tra quelli che ci è stato possibile osservare, grazie alla televisione, uno dei più efficaci e concreti
Il suo gioco che spaziava dalla metà campo all’area di rigore, supportato dall’azione di tanti altri campioni, capitati in un’unica “covata” consentì il miracolo Orange dove il calcio totale di Michels cambiò definitivamente i canoni tecnici validi fino ad allora.
Vinse tutto ciò che era possibile vincere, non riuscì a portare a casa solo il campionato del mondo, il primo perso nel 74 in Germania, buttato al vento grazie ad una condotta di gara scriteriata ed il secondo a cui decise di non partecipare ufficialmente per disgusto verso l’Argentina dei colonnelli che “doveva” vincere il mondiale del 78 per nascondere le atroci torture inflitte e le sparizioni degli oppositori politici e con combine e “aiutini” vari riuscì nell’impresa, ma oltre questo, i rapporti nello spogliatoio olandese erano ormai irrimediabilmente logorati e Cruijff non aveva la benché minima intenzione di affrontare altri dissidi con Janssen o Van hanegem o con gli altri leader storici che gli rimproveravano comportamenti da primadonna.
Ma quest’ultimi dimenticavano un dato inoppugnabile, cioè che si trovavano di fronte proprio ad una primadonna; per il resto basta elencare il palmares di Cruijff per capire a che razza di mostro ci troviamo di fronte:
9 campionati olandesi (8 con l’Ajax e 1 con il Feyenoord) e 1 campionato spagnolo (col Barcellona)
3 coppe dei Campioni e una coppa Intercontinentale con l’Ajax e 3 palloni d’oro.
A fine carriera, a 36 anni e 369 goal segnati, intraprese il ruolo di allenatore e anche qui trovò il modo di farsi valere rifondando e facendo conquistare al Barcellona 4 campionati una coppa dei campioni e una coppa delle coppe (un’altra la vinse anche con l’Ajax).
Dopo una breve ma devastante malattia, un tumore al polmone fomentato dal suo precedente e smodato consumo di sigarette, Cruijff muore nel Marzo scorso .
La maggioranza dei commentatori sportivi restringe a 5 calciatori il novero per scegliere il più grande e Cruijff è nei 5





https://www.youtube.com/watch?v=2GtwCfjI0Z8

venerdì 25 novembre 2016

IL "VICKINGO" ANDERSSON A CASTELDEBOLE 16 ANNI DOPO







Come preannunciato nei giorni scorsi, è sbarcato oggi a Bologna l'ex centravanti svedese Kennet Andersson, il quale è tornato a varcare i cancelli di Casteldebole a distanza di ben 16 anni. Cari amici del BFC, come sono lontani i tempi di Baggio e del Cavalier Gazzoni, vero..??? In compagnia dei dirigenti dell'Alvsborg, società di calcio femminile allenata appunto dallo svedese, l'ex goleador rossoblu ha visitato le rinnovate strutture sportive di Casteldebole ed ha assistito all'allenamento delle squadre giovanili. Il Vikingo, 141 presenze e 38 gol in rossoblu per lui dal 1996 al 2000, resterà a Bologna fino a domenica e nel prepartita con l'Atalanta scenderà in campo per salutare i suoi vecchi tifosi. Intanto, in vista della preparazione del match di domenica, questa mattina la squadra ha svolto una seduta di allenamento con esercitazioni tecnico-tattiche conclusasi poi con una partitella a campo ridotto. Si è rivisto in gruppo Umar Sadiq, mentre Di Francesco si è allenato ancora a parte, Filip Helander si è sottoposto a terapie e Simone Verdi ha continuato nel suo programma specifico di riabilitazione presso l'Isokinetic .


Marco Di Simone





domenica 13 novembre 2016

C'ERA UNA VOLTA di Mirco Polischi

Buona domenica a tutti i tifosi rossoblu...
Il campionato è fermo e noi ne approfittiamo per fare un tuffo nel passato, andando a ricordare quei giocatori che - chi più e chi meno- hanno contribuito a fare la storia del nostro glorioso Bologna.
Il "c'era una volta" di oggi lo voglio dedicare a quel signore che nella foto che vi vado a mostrare tiene in "groppa" un grande del BFC, Carlo Nervo:

Lamberto Zauli,
nato a Roma il 19 luglio 1971, ha giocato nel Bologna in due riprese, nella stagione 2001-2002 e da Gennaio 2006 (prelevato dalla Sampdoria ) fino al termine della stagione 2006-2007.
Nella prima stagione,  in serie A è stato protagonista del miglior Bologna della storia recente, che con Guidolin in panchina è arrivato addirittura a sfiorare la qualificazione in Champions League, persa solo all' ultima giornata quando la sconfitta 3-0 con il Brescia di Baggio e Mazzone ha fatto scivolare la squadra dal quarto  al settimo posto finale, fuori addirittura dall' "Europa" che conta!
Quell'anno Zauli ha collezionato 27 presenze, 6 goal e tante giocate di pura classe!
Dopo le parentesi a Palermo e Sampdoria, Lamberto è tornato a Bologna a gennaio 2006, con il Bologna in serie B, giocando 49 partite, segnando 6 goal, ma senza riuscire ad incidere come nella prima esperienza in rossoblu.
Ma com'è e cosa fa oggi Lamberto Zauli?
Eccolo qui:


Ritiratosi dal calcio giocato nel 2009, Zauli ha intrapreso la carriera di allenatore del Bellaria Igea Marina, la sua ultima squadra in cui ha militato da giocatore. Successivamente ha allenato nell' ordine il Fano, la Reggiana, il Real Vicenza, il Pordenone ed il  Santarcangelo. 
Da questa stagione alla guida del Teramo, è stato esonerato dopo sole 4 giornate.

Mirco Polischi

sabato 15 ottobre 2016

TANTI AUGURI PRESIDENTE!!!


Buongiorno a tutti gli i amici rossoblu, oggi compie 81anni quello che dopo Renato Dall'Ara,  è stato il miglior condottiero del BFC, colui che dal 1993, dopo il fallimento del glorioso Bologna fino al 2005, ha saputo regalarci tanta bella serie A , sogni europei e giocatori del calibro di BAGGIO, ANDERSSON, SIGNORI,  KOLYVANOV,INGESSON,NERVO...
colui che dopo uno 0-4 casalingo con la Roma, con la sua celere frase:" se non pagassi l'IRPEF come fanno molte società anch' io potrei permettermi i grandi campioni...", ha dato il via a CALCIOPOLI...
colui che è stato scelto da Tacopina come Presidente Onorario del nuovo Bologna americano...

GRAZIE DI TUTTO e TANTI AUGURI PRESIDENTE GAZZONI!!!

MIRCO POLISCHI